L’idea che il sonno sia una cosa per i deboli è un mito. In realtà, un sonno costante e ristoratore è fondamentale per le prestazioni, la salute mentale e persino la sicurezza di base. Man mano che lo stress aumenta e le routine si interrompono, sempre più adulti si rendono conto di aver bisogno di un aiuto professionale per recuperare le proprie notti e il coaching del sonno è in forte espansione.
L’aumento dei problemi del sonno negli adulti
Dati recenti mostrano un forte aumento della privazione del sonno. Un sondaggio Gallup del 2023 ha rivelato che il 57% degli americani si sentirebbe meglio se dormisse di più, rispetto al 43% del 2013. Tuttavia, solo il 25% circa riferisce di ottenere le otto ore raccomandate, un calo rispetto al 34% di dieci anni prima. Non si tratta solo di comodità; la perdita del sonno è collegata al declino cognitivo, all’aumento dell’ansia e persino a errori pericolosi nella vita quotidiana.
Dai bambini ai burnout: l’evoluzione del coach del sonno
L’allenamento del sonno è tradizionalmente focalizzato sui neonati e sui loro genitori. Ora, gli adulti stanno cercando la stessa guida strutturata per risolvere i problemi cronici del sonno. Un consulente spiega: “Le persone vengono da me dopo un grave sconvolgimento della vita o perché hanno interiorizzato la convinzione permanente di essere ‘solo cattivi dormienti'”.
I problemi principali: abitudini e disturbi nascosti
I problemi più comuni riguardano la difficoltà ad addormentarsi, i frequenti risvegli notturni o entrambi. Ma le cause profonde vengono spesso trascurate. L’insonnia di un cliente è stata ricondotta al consumo di molte calorie durante la notte, innescando risvegli guidati dalla fame. Un altro cliente, un atleta iperidratato, si svegliava ogni ora per urinare. Questi non sono casi isolati. Molti problemi del sonno derivano da abitudini diurne che compromettono il riposo notturno.
Oltre l’igiene del sonno: riscrivere la tua narrativa interiore
L’igiene di base del sonno – tende oscuranti, ambienti silenziosi – è un punto di partenza, ma non è sufficiente. Il vero lavoro sta nell’affrontare le storie che le persone si raccontano sul sonno. Molti identificano il sonno con la pigrizia o la debolezza. Gli allenatori utilizzano il journaling, la terapia cognitivo comportamentale e il lavoro sulla mentalità per sfidare queste convinzioni.
Il ruolo dell’ansia e del Doomscrolling
La vita moderna è progettata per tenerci svegli. Notifiche costanti, cicli di notizie 24 ore su 24 e la forza di dipendenza dei social media inondano il cervello di cortisolo (l’ormone dello stress), perpetuando cicli di pensiero ansiosi. Molti si rivolgono al doomscrolling come un modo per evitare sentimenti spiacevoli invece di elaborarli.
Momento di preoccupazione designato: una soluzione controintuitiva
L’obiettivo non è eliminare la preoccupazione, ma contenerla. I coach raccomandano un “tempo designato per la preoccupazione”, un’ora specifica per soffermarsi sulle ansie, in modo che quando i pensieri si intromettono durante la notte, i clienti possano dire a se stessi: “Non è il momento per questo”.
Il risultato finale
Il sonno non è un lusso; è una necessità. Per coloro che hanno difficoltà, l’orientamento professionale può sbloccare un cambiamento duraturo. La chiave è riconoscere che i problemi del sonno sono spesso comportamentali, non biologici, e che anche le abitudini più radicate possono essere rimodellate con la disciplina e gli strumenti giusti. Non è mai troppo tardi per dare priorità al riposo e riappropriarsi delle proprie notti.
