Internet è ora pieno di video inventati che descrivono scontri diretti tra civili e agenti dell’ICE: un preside di scuola che brandisce una mazza, un commensale che lancia spaghetti caldi, cittadini che fanno rispettare i diritti del Quarto Emendamento. Queste clip, sebbene chiaramente generate dall’intelligenza artificiale, sono diventate virali, riflettendo una tendenza crescente in cui la fantasia digitale alimenta la resistenza del mondo reale. Questa ondata di contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale arriva dopo che due cittadini statunitensi – Renee Nicole Good e Alex Pretti – sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco da agenti federali durante la repressione dell’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump a Minneapolis.

Perché è importante : L’ascesa della realtà alterata dall’intelligenza artificiale non riguarda solo l’intrattenimento. Si tratta del controllo della narrazione. Quando si diffida delle fonti ufficiali, le persone si rivolgono ai propri mezzi per dire la verità, anche se ciò significa inventarli. Ciò crea un pericoloso circolo vizioso: sfiducia nei filmati reali, maggiore dipendenza dai falsi e un’ulteriore erosione della realtà condivisa.

L’appello alla giustizia digitale

Questi video offrono un’alternativa catartica alla brutale realtà delle azioni dell’ICE. Immaginano un mondo in cui esiste la responsabilità, dove gli agenti affrontano conseguenze immediate per gli abusi di potere. Le clip attingono alla rabbia e alla frustrazione profondamente radicate nei confronti di un sistema percepito come ingiusto. Il creatore dell’intelligenza artificiale Nicholas Arter osserva che questo è uno schema che si ripete attraverso i cambiamenti tecnologici: le persone usano gli strumenti a loro disposizione per esprimere emozioni, paure e resistenza.

Un prolifico poster, che opera sotto il nome di Mike Wayne, ha caricato oltre 1.000 video di questo tipo dal 7 gennaio, spesso mostrando persone di colore che si oppongono all’ICE. Queste clip presentano una contro-narrativa in cui gli agenti vengono arrestati, schiaffeggiati o espulsi dalle chiese da cittadini ribelli. Una clip virale mostra gli agenti dell’ICE confrontarsi durante un evento sportivo, accumulando 11 milioni di visualizzazioni in 72 ore.

La spada a doppio taglio

Sebbene questi video possano sembrare incoraggianti, distorcono anche la realtà. Gli esperti avvertono che possono rafforzare i pregiudizi esistenti, alimentare lo scetticismo nei confronti dei filmati autentici e persino minare i movimenti legittimi. Joshua Tucker del Center for Social Media, AI, and Politics della New York University suggerisce che l’obiettivo è inondare i social media con contenuti anti-ICE, sperando in viralità e capitale politico.

L’amministrazione Trump ha anche utilizzato come arma la manipolazione dell’intelligenza artificiale. Una settimana fa, la Casa Bianca ha pubblicato una foto alterata di Nekima Levy Armstrong dopo il suo arresto durante una protesta, etichettandola come “agitatrice di estrema sinistra”. Ciò evidenzia la facilità con cui l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per screditare gli avversari e rafforzare le narrazioni preferite.

Il futuro della Resistenza

L’intelligenza artificiale è già profondamente radicata nell’influenza politica. Secondo un recente studio di Graphite, oltre il 50% dei nuovi articoli online sono ora generati dall’intelligenza artificiale. Man mano che i movimenti di resistenza si adatteranno, l’intelligenza artificiale diventerà inevitabile, sia come strumento di empowerment sia come arma contro di esso. Il regista Willonious Hatcher sostiene che questi video espongono una verità più profonda: le persone sono costrette a fabbricare la liberazione perché la cosa reale rimane fuori portata.

“Gli oppressi hanno sempre costruito ciò che non riuscivano a trovare… Questi video non sono illusioni. Sono diagnosi.”

Tuttavia, la proliferazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale rischia di minare le prove stesse necessarie per ritenere le autorità responsabili. Le prove video sono state cruciali per documentare le azioni dell’ICE e smentire le false narrazioni riguardanti la morte di Good e Pretti. Tuttavia, con l’aumento del flusso di falsi, la fiducia in tutti i filmati si sgretola. Anche le clip verificate, come quella in cui Alex Pretti affronta l’ICE prima della sua morte, vengono ora accolte con l’accusa di essere generate dall’intelligenza artificiale.

Il problema principale è che la capacità dell’intelligenza artificiale di manipolare la percezione ora supera la nostra capacità di verificare la realtà. Questo non è solo un problema tecnico; è una crisi fondamentale di fiducia nell’era digitale.