La Silicon Valley sta attraversando una rivoluzione silenziosa. Man mano che gli strumenti di intelligenza artificiale diventano sempre più potenti, l’industria non è solo alla ricerca di lavoratori qualificati; è attivamente alla ricerca di individui con elevata capacità di azione, coloro che possono dirigere efficacemente l’intelligenza artificiale, non solo eseguire compiti. Il cambiamento è così profondo che alcuni fondatori ritengono che la competenza più preziosa non sia la codifica, ma sapere come sfruttare agenti di codifica AI come Claude Code e Codex.
La nuova proposta di valore: dirigere, non fare
Per decenni, la competenza tecnica ha regnato sovrano. Ora, la capacità di sfruttare l’intelligenza artificiale la sta eclissando. Secondo Akshay Kothari, cofondatore della startup Notion da 11 miliardi di dollari, ci stiamo avvicinando a un punto in cui gli agenti di intelligenza artificiale supereranno le capacità umane in molte aree. Il restante elemento di differenziazione? Agenzia umana : la capacità di definire cosa l’intelligenza artificiale dovrebbe costruire, non solo come. Non si tratta di produttività; si tratta di direzione strategica.
Alcuni esperti del settore suggeriscono addirittura che la ricerca dell’attenzione online, come osservato in un recente saggio virale, potrebbe essere un sintomo di questa nuova dinamica. Le persone competono per la rilevanza in un mondo in cui l’intelligenza artificiale può gestire l’esecuzione.
Il flusso di lavoro “Agentic”: gestire le macchine, non le persone
Il cofondatore di Notion, Simon Last, incarna questo cambiamento. Dopo quasi due decenni di programmazione, ora gestisce fino a quattro agenti IA alla volta, delegando il lavoro e perfezionando i loro risultati. Descrive il processo come simile alla gestione di un team di dipendenti umani, ma senza le complessità interpersonali. La chiave non è solo usare l’intelligenza artificiale, ma usarla sempre : anche mentre dorme, Last ammette di provare “ansia simbolica” se i suoi agenti non lavorano in background.
Questo approccio ha portato Notion a rivalutare le sue pratiche di assunzione. Kothari sottolinea che l’azienda ora valorizza “alcuni Simon” (individui altamente agentivi) rispetto a “migliaia di ingegneri”. L’attenzione è rivolta a coloro che comprendono il “nuovo modo di lavorare”.
Oltre il software: l’agenzia come competenza universale?
L’impatto non si limita all’ingegneria del software. Sebbene gli attuali strumenti di intelligenza artificiale siano più efficaci nei settori tecnici, leader del settore come Jennifer Li di Andreessen Horowitz anticipano che questa tendenza si diffonderà alla finanza, al diritto e alle industrie creative. La domanda diventa: l’azione diventerà una competenza apprezzata universalmente?
L’aumento dei flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale solleva anche preoccupazioni in termini di responsabilità. Nonostante l’automazione, prevale la “no slop rule”: gli esseri umani rimangono responsabili degli errori, anche quando l’intelligenza artificiale genera il codice.
Il fattore rabbia: abbracciare la mentalità del “personaggio principale”.
Il concetto di agenzia ha sviluppato una reputazione alquanto imbarazzante. Come ha affermato Yoni Rechtman di Slow Ventures, “È imbarazzante riferirsi a se stessi come agenti… ma rivela una visione del mondo secondo la quale si crede che esistano due tipi di persone: gli NPC e i personaggi principali”.
In definitiva, la ricerca dell’agenzia da parte della Silicon Valley non consiste nell’eliminare gli esseri umani dall’equazione; si tratta di ridefinire il loro ruolo. Il futuro del lavoro potrebbe non appartenere a coloro che possono fare di più, ma a coloro che possono dirigere nel modo più efficace.






















