Per decenni, gli utilizzatori della potente dimetiltriptamina (DMT) hanno riferito di incontri con quelle che descrivono come entità aliene. Ora, i ricercatori stanno prendendo sul serio questi rapporti, lanciando una nuova struttura dedicata allo studio di queste esperienze e potenzialmente stabilendo una comunicazione con questi esseri percepiti. Il progetto, soprannominato Eleusis, rappresenta un passo radicale nella ricerca psichedelica, andando oltre le applicazioni terapeutiche per esplorare i confini della coscienza e la possibilità di contatto con l’intelligenza non umana.
L’esperienza DMT: più di un semplice viaggio?
La DMT, se somministrata per via endovenosa in un ambiente controllato (un processo chiamato DMTx), può indurre stati psichedelici intensi e di breve durata che durano fino a mezz’ora, molto più a lungo rispetto ai metodi tradizionali come la vaporizzazione. I ricercatori dell’Imperial College di Londra sono stati i pionieri di questa estesa esperienza DMT, suggerendo che potrebbe essere sfruttata per studiare il frequente fenomeno degli incontri con “entità superintelligenti”. L’obiettivo non è semplicemente documentare questi incontri ma determinare se rappresentano qualcosa che va oltre l’allucinazione.
Eleusi: un rifugio psichedelico e una struttura di ricerca
Sull’isola caraibica di Bequia, Eleusis combinerà un’esperienza di ritiro di lusso con una rigorosa indagine scientifica. Gli ospiti possono partecipare a sessioni DMTx sotto controllo medico per $ 9.500, insieme alla respirazione e alla guarigione del suono. La struttura raccoglierà testimonianze dettagliate dei partecipanti, con l’intenzione di utilizzare il filmato per materiale promozionale e un documentario integrale, con l’obiettivo di destigmatizzare l’esplorazione psichedelica.
La questione della realtà: queste entità sono reali?
Il dibattito centrale è incentrato sulla questione se questi incontri siano autentiche interazioni con l’intelligenza esterna o semplicemente l’interpretazione degli stati interni da parte del cervello. Alcuni ricercatori, come il neurobiologo Andrew Gallimore, sostengono che la pura natura aliena di queste esperienze suggerisce qualcosa che va oltre le proiezioni archetipiche. Altri, come il neurologo Robin Carhart-Harris, suggeriscono che il cervello umano è predisposto a riconoscere l’intelligenza e potrebbe interpretare erroneamente l’attività neurale complessa come entità coscienti.
Un nuovo approccio alla ricerca sulla coscienza
Gallimore propone un approccio multidisciplinare, inviando matematici, linguisti e altri esperti nello stato DMT per studiare le entità in prima persona. Sebbene esistano sfide pratiche, come garantire la cooperazione di questi esseri, l’idea di fondo è quella di trattare il regno del DMT come un ambiente distinto degno di indagine sistematica.
Il valore pragmatico degli incontri psichedelici
Che queste entità siano “reali” o meno, alcuni sostengono che il valore terapeutico di queste esperienze superi la necessità di prove definitive. Per le persone alle prese con dipendenze o problemi di salute mentale, gli incontri possono essere trasformativi, indipendentemente dalla loro realtà oggettiva. Come ha notato un praticante, i risultati positivi contano più della verifica dell’esistenza degli esseri stessi.
In definitiva, il progetto Eleusis rappresenta un coraggioso tentativo di colmare il divario tra esperienza soggettiva e indagine scientifica. Trattando il regno del DMT come una potenziale frontiera della coscienza, i ricercatori potrebbero scoprire nuove intuizioni sulla natura della realtà, dell’intelligenza e della stessa mente umana.






















