Il volante: un semplice cerchio con razze, uno spazio per un airbag e forse qualche pulsante. Facile, vero? Sbagliato. Le case automobilistiche impiegano anni, esaminando dozzine di progetti, perché realizzare un volante funzionale ed esteticamente gradevole è una delle parti più difficili della progettazione automobilistica. È il punto di contatto principale tra conducente e macchina, plasmando l’intera esperienza di guida. Se sbagli, nessuna quantità di lusso o prestazioni potrà compensare.
Il primo tocco è quello che conta di più
Per decenni, le case automobilistiche hanno perfezionato meticolosamente il design del volante, comprendendo che è la prima cosa che tocchi quando entri in un veicolo. Determina comfort, usabilità e connessione emotiva. Una ruota mal progettata può rovinare un’auto altrimenti eccezionale. Questo è il motivo per cui i team di progettazione spesso eseguono oltre 20 iterazioni, affidandosi alla stampa 3D, schizzi e analisi infinite per arrivare alla forma perfetta.
La Ruota in Flusso: Regolazione e Rivalutazione
Il volante sta attualmente attraversando un periodo di rivalutazione, guidato sia da preoccupazioni di sicurezza che dalle tendenze del design. La Cina ha recentemente vietato i volanti “a giogo” – quelli che assomigliano ai comandi di un aereo da caccia, come nei modelli Tesla e Lexus – citando i rischi di incidente. Nel frattempo, il CEO di Audi Gernot Döllner ha annunciato un drastico taglio delle opzioni di personalizzazione, con l’obiettivo di consolidare oltre 100 varianti di volante fino a ridurle a sole tre o quattro.
Questo cambiamento coincide con un rinnovato apprezzamento per i controlli tattili, esemplificato dal lavoro di Jony Ive con la Ferrari. Dopo anni di minimalismo automobilistico che copiavano i design senza pulsanti di Apple, l’industria si sta ora rendendo conto che gli interruttori fisici offrono feedback e usabilità migliori. La Ferrari, ispirandosi al design di Ive, sta persino adattando i modelli più vecchi con pulsanti veri invece dei frustranti pad tattili.
Dal timone al tatto: una prospettiva storica
Il volante non era sempre di serie. Le prime auto, come la Patent-Motorwagen di Karl Benz del 1885, utilizzavano un sistema di timone simile al timone di una barca. Ci vollero altri nove anni perché Alfred Vacheron introducesse il primo volante nel 1894, e solo quattro anni dopo Panhard lo rese di serie. Da allora, la ruota è rimasta una costante, anche se il suo design si è evoluto.
Il test del perfezionista: il design come reclutamento
Hans-Peter Wunderlich, direttore creativo del design degli interni di Mercedes-Benz, considera il volante il test definitivo per i potenziali designer. Se un candidato riesce a disegnare una ruota perfetta, probabilmente sarà in grado di progettare un intero interno. Wunderlich sottolinea la sfida: “Un volante è davvero l’elemento più impegnativo e difficile da scolpire”.
La scienza dell’ergonomia e della forma
Progettare un volante non è solo una questione estetica. È una scienza dell’ergonomia, che tiene conto dei punti di presa, dell’attivazione dell’airbag e persino della curvatura del cerchio. Il team di progettazione Mercedes lavora a stretto contatto con gli specialisti dell’ergonomia, garantendo che il volante risulti naturale e sicuro nelle mani. Il bordo stesso non ha una sezione trasversale rotonda; invece, è scolpito per ottimizzare la presa in diverse posizioni della mano.
Il ritorno del feedback tattile
Il breve flirt dell’industria automobilistica con i pulsanti touch-capacitive sta finendo. Marwan Khiat di Audi ammette che l’industria ha cercato una soluzione più economica e meno efficace ispirata ad Apple. Il nuovo volante Concept C dell’azienda tornerà ai pulsanti fisici, offrendo feedback tattile e affidabilità. Benedetto Vigna della Ferrari riconosce addirittura che i pulsanti touch-capacitive erano un “vantaggio per il fornitore”, non un vantaggio per il conducente.
Il futuro: ruote pieghevoli e controllo autonomo
Il futuro del volante è incerto. Con l’avanzare della guida autonoma, alcune aziende stanno esplorando progetti retrattili, come la ruota pieghevole di Autoliv. Questi sistemi adattano l’attivazione degli airbag a seconda che l’auto sia in modalità di guida manuale o autonoma. Tuttavia, anche in piena autonomia, mantenere un’interfaccia fisica può essere fondamentale per la fiducia e il controllo del conducente.
Il rapporto tra conducente e macchina dovrà essere riformulato quando il volante scomparirà. Quanta fiducia verrà estesa, quanta libertà d’azione rimarrà? Queste domande definiranno la prossima generazione del design automobilistico.
Il volante, nonostante la sua semplicità concettuale, rappresenta una complessa interazione tra ergonomia, sicurezza e connessione emotiva. Il suo futuro rimane incerto, ma una cosa è chiara: il tocco umano continuerà a plasmare il design automobilistico negli anni a venire.
