Jay Blahnik, vicepresidente di lunga data delle tecnologie per il fitness di Apple, andrà in pensione a luglio dopo una carriera di 13 anni segnata da accuse di ambiente di lavoro tossico e molestie sessuali. La partenza fa seguito ad anni di cattiva condotta denunciata, comprese molteplici crisi di salute mentale dei dipendenti e controversie legali.
Un’eredità rovinata dalle accuse
Blahnik è entrato in Apple nel 2013, svolgendo un ruolo chiave nello sviluppo delle funzionalità principali dell’Apple Watch, in particolare gli iconici “anelli di attività” che tengono traccia del movimento, dell’esercizio fisico e delle calorie bruciate. Successivamente ha supervisionato Apple Fitness+, il servizio di allenamento in abbonamento. Tuttavia, il suo mandato è stato sempre più oscurato dalle denunce dei dipendenti che lo hanno descritto come verbalmente violento, manipolatore e sessualmente inappropriato.
Crescenti preoccupazioni e conflitti interni
Negli ultimi due anni, oltre 10 dipendenti del team di Blahnik composto da circa 100 persone hanno avuto bisogno di un congedo medico prolungato per motivi di salute mentale. Questi problemi hanno portato a un’indagine interna di Apple, che si è conclusa senza riscontri di illeciti, consentendo a Blahnik di rimanere nella sua posizione di leadership.
Nonostante ciò, persistono sfide legali. Una denuncia per molestie sessuali è stata risolta in via extragiudiziale, mentre rimane attiva un’altra causa intentata dalla dipendente Mandana Mofidi, per presunto comportamento di bullismo. Il processo è previsto per il prossimo anno. Apple ha rifiutato di commentare la situazione o di annunciare un successore per Blahnik.
Un’uscita gestita con attenzione
Il ritiro di Blahnik è stato annunciato in un’e-mail interna in cui affermava che desidera “trascorrere del tempo con la sua famiglia e fare un trasferimento entusiasmante a New York City”. I tempi suggeriscono un’uscita gestita con attenzione da parte di Apple, che storicamente ha protetto i dirigenti di alto profilo da gravi accuse di cattiva condotta.
Il caso evidenzia la continua tensione tra il successo aziendale e il benessere dei dipendenti. La gestione di queste accuse da parte di Apple solleva interrogativi sulla responsabilità interna e sulla protezione della leadership a tutti i costi.
Questa situazione sottolinea la tendenza più ampia di comportamenti scorretti sul posto di lavoro che vengono nascosti sotto il tappeto in ambienti tecnologici ad alta crescita, dove la ricerca dell’innovazione a volte mette in ombra le considerazioni etiche. L’esito della causa di Mofidi sarà cruciale per determinare se Apple dovrà affrontare ulteriori controlli.























